“35°piano” al Villaggio Solidale di Lucca

20130409-002235.jpgTeatro Solidale: la rassegna teatrale della FBML all’interno del Villaggio Solidale di Lucca – 4 spettacoli a ingresso libero

Il teatro come veicolo di un messaggio sociale. La Fondazione Banca del Monte di Lucca da il suo contributo al Villaggio Solidale, il Festival che farà della città la capitale del volontariato italiano per quattro giorni, per parlare dei cambiamenti in atto nella nostra società. Lo fa con una rassegna di “Teatro Solidale” che vede il sostegno del Comune di Capannori e il patrocinio del Teatro del Giglio.

Sono 4 gli spettacoli ad ingresso libero, tra cui un’anteprima nazionale, che costituiscono questa rassegna teatrale ideata appositamente per la manifestazione del CNV. Il primo ad andare in scena giovedì (11 aprile) alle 21 al teatro di San Girolamo è “Non c’è mai silenzio”, lo spettacolo sulla strage di Viareggio di e con Elisabetta Salvatori che, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli, racconta in modo estremamente chiaro e toccante la tragedia di via Ponchielli del 29 giugno 2009 con i suoi 32 morti ancora senza un responsabile: una ferita ancora aperta che l’associazione “Il mondo che vorrei onlus”, costituita dai familiari delle vittime, cerca di lenire attraverso un’incessante attività per tenere vivo il ricordo e sensibilizzare l’opinione pubblica. Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione Terre Medicee, è un omaggio alla forza, al coraggio e alla caparbietà della gente di Viareggio che non permetterà mai, anche grazie a questo contributo artistico, che il silenzio cali sulla vicenda. Prima dello spettacolo, si terrà la presentazione del libro “Viareggio ferita nel cuore – 29 giugno 2009″ che raccoglie le testimonianze dei vigili del fuoco che hanno portato soccorso dopo l’incidente ferroviario.

E’ al tema sempre più tristemente attuale della violenza di genere e del femminicidio che è ispirato “Mai più sole”, lo spettacolo che va in scena venerdì 12 aprile alle 21 al Teatro di San Girolamo, portando sulla scena un totale di 22 persone, di cui 18 donne. Lo spettacolo, realizzato dal movimento “Se non ora quando” di Lucca e promosso dalle associazioni “La città delle Donne”, “Centro Donna”, Cif, Fidapa e Soroptimist di Lucca, parla della violenza di genere attraverso una serie di letture che raccontano in modo crudo o ironico i maltrattamenti subiti da donne reali che sono state uccise dalle persone che avevano amato e con cui avevano condiviso la vita. Una sorta di Spoon River Italiano e attuale, dove voci femminili hanno il coraggio di far rivivere le esperienze feroci subite perché non siano dimenticate e accettate.

Si intitola “Niente più niente al mondo. Monologo per un delitto” il monologo teatrale di Massimo Carlotto che porta alla luce il dramma delle donne che si sentono tanto sole da non sopportare la delusione e la paura della vita e da decidere di toglierle anche ai propri figli, il dramma delle donne che vivono in una società priva di ogni valore morale, in cui ciò che conta è ormai solo il successo, la fama, il denaro. Lo spettacolo, diretto da Paolo Pierazzini con Francesca Censi, va in scena sabato 13 aprile alle 21 nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Il suicidio come determinazione della vita stessa per denunciare un sistema malato è al centro di “35° piano” il monologo opera prima del giornalista Francesco Olivieri e interpretato da Marcello Serafino che va in scena in anteprima nazionale domenica 14 aprile alle 17 al Teatro di San Girolamo. Diretto dalla regista torinese Lucia Falco, lo spettacolo racconta senza retorica e senza giudizi la storia di un imprenditore che “ha mollato” per dare la possibilità a chi è rimasto di trarne un insegnamento, uno stimolo a migliorare. “Chi non ha la forza di abbattere questo modo scellerato di fare economia, considerando le persone come numeri da tavolo di ragioneria, si ritrova a portare la propria vita al patibolo – spiega l’autore – E’ una strage silente che però porta con sé un urlo di rabbia e dolore che si manifesta nella vita di chi rimane. E’ l’ultimo gesto di chi si immola per rivendicare diritti, giustizia e un mondo diverso”.

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