Lucia Falco racconta “Tunnel”

Difficile trovare un linguaggio distaccato, equilibrato, ma anche carico di indignazione per raccontare delle storie di violenza che facilmente potevano farmi cadere nel patetico.  Volevo delle storie lucide, in cui l’ironia entrasse ma senza disturbare, in cui lo stile tenesse ma senza farsi troppo sentire. Non so se ci sono riuscita, ma queste sono state le preoccupazioni principali nello sceglierle.

La cosa che più mi colpisce è quando un uomo, che appare gentile e seduttivo, dedito solo all’armonia e alla delicatezza improvvisamente si trasformi, quando meno te l’aspetti, in un carnefice senza pietà diventando così il Dottor Jekyll e Mister Hide. Perché questi due signori in un solo corpo hanno sempre tanto colpito l’immaginazione dei lettori?

Forse perché dentro ciascuno di noi c’è un piccolo dottor Jekyll che è anche un mister Hyde? Una creatura capace di grandi dolcezze, e una in grado di compiere inaudite efferatezze?

Poche storie in scena che purtroppo ne rappresentano migliaia, perché il sottofondo di violenza che rimane celato nelle storie del carcere è immenso e sconosciuto. Non lo dico io, ma lo dicono gli esperti, gli studiosi di tutto il mondo. La maggior parte delle violenze non viene denunciata. Quelli che appaiono in superficie sono solo i fatti più eclatanti, quando le aggressioni non possono più essere nascoste né taciute.

Per essere precisa nelle nostre carceri c’è un morto ogni due giorni. 

Qualcuno muore per arresto cardiorespiratorio, “ma con alcuni denti spaccati”,

qualcun’altro per un infarto fulminante, “ma con ecchimosi in tutto il corpo e qualche costola rotta”,

ma c’è addirittura chi muore per malnutrizione, “ ma con la colonna vertebrale deviata, un occhio tumefatto e la mandibola spaccata” etc…

Poi ci sarebbero anche i decessi dovuti ai suicidi, così viene scritto nelle carte, ma in realtà  andrebbero chiamati con il proprio nome: “istigazione al suicidio”.

Ombre del sistema.

Ma il carcere è “trasparente”, non esistono abusi o soprusi e le storie che si raccontano  sono frutto di fantasie.

Il carcere è un mondo a parte, un sistema chiuso dove si viene a sapere quello che codeste persone vogliono che si sappia e dove le carte si possono sistemare a proprio piacimento.

(…..)

I miei spettacoli non sono allestimenti di testi teatrali classici ma creazioni totali dove gli attori sono parte di un nucleo che si mantiene e cresce nel tempo. I miei attori non arrivano da percorsi classici, ma hanno qualità tali da farmeli ritenere tra i più capaci ed abili ad incarnare la mia visione poetica di un teatro basato sulle persone e non sui personaggi, lontano dai cliché insegnati nelle scuole e nelle accademie.

Dopo un lungo percorso di teatro di impegno civile, mi sono resa conto che la poesia è il linguaggio che intendo portare in scena, una poesia che nasce innanzitutto dai corpi degli attori, nell’intima preparazione di ogni spettacolo. Quel momento segreto che nessuno può violare e che costituisce la parte più emozionante di tutto il percorso.

Il mio vuole essere  un teatro poetico e alla poesia non si deve chiedere di raccontare fatti, o cose, ma di offrire spunti, suggestioni. L’abbandono, il lasciarsi portare da quello che succede in scena, uscire dalla logica del significato e della comprensione a ogni costo, non temere di non sentirsi sicuri. Fondamentale è anzi perdersi, affrontare squilibri, e solo successivamente crearsi magari un proprio percorso interpretativo, che però non deve mai prescindere da una partecipazione sensoriale, da pelle d’oca. Che è poi quella magia che entra in gioco nell’esperienza musicale, letteraria e visiva. Qualcosa che ti entra nel corpo. Ecco, consiglio di guardare al nostro teatro con il corpo, con lo stomaco e con il cuore…

Lucia Falco

 

 “Tunnel” debutterà domenica 15 giugno a Giaglione, in occasione dell’evento “Voci di donne contro la violenza di Stato“, una due giorni di incontri con le madri, le mogli, le compagne e le sorelle dei detenuti deceduti in carcere, organizzata dall’associazione “Le Alvà della Clarea”. 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s