INCONTRI TEATRALI DEL MEDITERRANEO: IL TEATROINRIVOLTA A QUINTIN

Quintin, un borgo medioevale situato nell’entroterra bretone. A 20 minuti dall’Oceano, a circa un’ora di automobile da Saint-Malo. A Quintin la voce del vento è grande e profonda, e racconta storie che si infilano nelle fessure delle finestre. Respiri intrecciati sotto al cielo in movimento. A Quintin si è da poco svolta, dal 25 dicembre 2014 al 2 gennaio 2015,  la prima parte di un progetto sostenuto dalla Comunità Europea e promosso  dalla Compagnia Teatrale “Les Charmilles”, in collaborazione con il TeatroInRivolta. Un incontro teatrale tra giovani francesi, tunisini e italiani, di età compresa tra i 14 e i 22 anni. Alcuni di essi alla prima esperienza artistica, altri già in possesso di competenze legate al mondo della recitazione e/o della danza.

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Si è lavorato duramente e con il massimo entusiasmo, ogni giorno, facendo entrare in contatto lingue e linguaggi, sensibilità e idee, modalità di espressione e potenzialità personali. Un percorso umano e creativo finalizzato alla creazione di uno spettacolo di teatro vero e completo. Uno spettacolo in cui parlare di migrazione, di migranti, di drammi e di speranze, lungo quella rotta che unisce  la Tunisia alla Francia, passando per l’Italia. Mare e Terra. Corpi e Voci. Direzioni…

A destra, no a sinistra,

no a destra, no… davanti!”


Davanti. Comunque davanti. Perché indietro non si può tornare. E allora diventa fondamentale costruire percorsi che siano prima di tutto umani. Diventa fondamentale creare occasioni per incontrarci e conoscerci, donne e uomini, ragazze e ragazzi, di culture e fedi differenti. Diventa fondamentale comprendere che  noi tutti, in modo diverso, siamo comunque in cammino e comunque stranieri, anche  sotto al cielo di casa.  E diventa fondamentale il Teatro. Che magnifica occasione, il Teatro. Che opportunità straordinaria che ci viene donata. Il Teatro, il grande ventre protetto in cui ognuno di noi può cercare e trovare la sua isola di libertà, secondo le parole di Margot, una delle ragazze italiane che hanno partecipato al laboratorio. Un laboratorio coordinato da un gruppo multietnico di formatori, composto da registi, attori, insegnanti di teatro e psicologi. Lo spettacolo prodotto è stato presentato la sera del 31 dicembre presso la sede MJC (Maison de Jeunes et de la culture) di Quintin, davanti ad un pubblico attento e coinvolto, perfino stupito. Ma i primi ad essere stupiti siamo stati forse noi formatori, osservando i giovani con cui abbiamo lavorato. Ragazze e ragazzi che hanno condiviso per 7 giorni sorrisi, lacrime, salti, capriole, camere da letto, pulizie dei bagni, vento sulla faccia, colori, musica, parole, tavoli da sparecchiare, abbracci, orizzonti. Ragazze e ragazzi capaci di produrre bellezza, di generare amore, di costruire ponti. Una risorsa preziosissima, da coltivare e curare,  in un periodo storico estremamente difficile come quello che stiamo vivendo.

Grazie a tutti,

Lucia Falco

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