Monbijou

MONBIJOU

Si inizia così. Con un nome di città, una data e una sveglia che suona. Anche il sole è diviso, in quel mattino, tagliato dal muro in Monbijou Platz. Nei due versanti della piazza si aprono gli occhi, si mettono in moto i corpi, si innescano i riti del quotidiano.

Sul lato ovest, fratello e sorella escono di casa e si dividono: gesti di gomma e faccia da clown per lui, movimento meccanico e sguardo asettico per lei. Sul lato est, una donna cammina su un tetto, è raccolta nel suo impermeabile e nei suoi pensieri, ha un baratro di venti metri davanti e una voglia matta di saltare; un angelo, invisibile e incorporeo, la ferma un attimo prima del balzo, consegnandole una lettera d´amore mai spedita, scritta da un uomo fuggito oltre il muro.

Da queste premesse, Monbijou si sviluppa seguendo e ricostruendo le storie dei suoi personaggi, mettendole in parallelo, estraendole dalla quotidianità e calandole nell´ eccezionalitá di un giorno storicamente fondamentale: il giorno in cui il Muro è caduto. Quattro attori e un artista di strada (questa volta vero) danno vita a 5 personaggi profondamente diversi, la cui anima è messa in scena attraverso il potere del gesto, senza bisogno di parole.  Al centro di tutto, il Muro, confine reale e simbolico che verrá abbattuto, a sorpresa, grazie alla spinta degli eventi, permettendo ai due innamorati di ritrovarsi e all´ angelo di riacquistare le ali.

Monbijou è uno spettacolo che, per il contesto storico affrontato e per il linguaggio utilizzato, realizza un modo di far teatro al contempo onirico e reale, ludico e critico. La decisione di rinunciare all´ uso della parola realizza la possibilitá per il pubblico di cogliere differenti chiavi interpretative, conservando contemporaneamente la libertá di abbandonarsi al semplice flusso inconscio. Spettacolo che ruota intorno al tema dei “confini”, Monbijou ci pone di fronte a due mondi: un mondo al centro dell´implosione, quello dei paesi socialisti, e un mondo lanciato verso l´ esplosione, quello delle economie di mercato. Nel mezzo, uomini e angeli sono accomunati da tensioni e desideri, da sogni e illusioni.

Progetto, Sceneggiatura e Regia di Lucia Falco / Con Giovanna Ducco, Lucia Falco, Yurij Longhi, Maresa Pagura e Marcello Serafino / Ricerche Materiale di Archivio di Lucia Falco e Marcello Serafino / Progetto luci di Luca Baraldo e Federico Ghironi

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